Come installare un filtro sotto il lavello

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Installare un filtro sotto il lavello. Ecco una guida per un'installazione perfetta.

Filtro per acqua da sotto lavello. Consigli pratici per una installazione veloce.

L’acqua del rubinetto è sicura e buona da bere. Quante volte avete sentito queste parole o le avete lette in qualche blog o su Facebook?

È tutto vero. L’acqua del rubinetto è buona da bere, è controllata costantemente, arriva direttamente a casa senza doverla caricare in bottiglie sulle scale, magari con l’ascensore rotto da settimane.

Si stima che chi utilizza l’acqua del rubinetto risparmia mediamente € 270,00 all’anno, riduce sensibilmente l’impatto del Co2 nell’ambiente e si affida ad oltre 2000 analisi costanti effettuati dalle aziende che gestiscono gli acquedotti cittadini.

Inoltre, proprio queste aziende sono obbligate a fornire i dati delle analisi rendendoli pubblici sui propri siti web. Insomma, tutto chiaro e tutto trasparente.

Conoscere la qualità dell’acqua è fondamentale per sapere con esattezza quali elementi assumiamo giornalmente e come intervenire.

Parametri come durezza, nitrati, cloro e arsenico dovrebbero essere sempre tenuti sotto controllo per essere sicuri che l’acqua che assumiamo abbia le caratteristiche desiderate.

Possiamo stare tranquilli, sono rari i casi in cui si riscontrano delle anomalie (tutte opportunamente segnalate dalle autorità) come, ad esempio, nelle zone di origine vulcanica in cui potrebbe essere presente una quantità elevata di arsenico.

Quindi, acqua buona, sicura e adatta alla famiglia. Eppure qualche volta non siamo proprio convinti dell’acqua che esce dal nostro rubinetto. Come mai?

In effetti, ci possiamo imbattere in un forte odore o sapore di cloro, o in piccoli sedimenti neri provenienti da tubature un po’ vecchie. Niente di preoccupante. Basta un semplice filtro sotto il lavello per risolvere il problema. 

I filtri a carbone attivo. Cosa sono e come funzionano

Perché parliamo di carbone attivo? Il carbone attivo garantisce l’affinazione dell’acqua migliorandole le caratteristiche organolettiche ma senza alterarne PH, residuo fisso o durezza. Quindi, il carbone attivo è in grado di assorbire cloro ed odori grazie alla sua azione, appunto, adsorbente e di trattenere sedimenti, pesticidi, alghe, muffe e qualsiasi cosa abbia una dimensione superiore alla superficie porosa di riferimento.

Il carbone attivo, dunque, presente nei filtri si adatta alla parete filtrante garantendo un grado di affinamento ideale per bere l’acqua del rubinetto senza “brutte sorprese”.

I filtri a carbone attivo hanno diverse caratteristiche tra loro. Una prima differenziazione è data proprio dalla tecnologia adsorbente.

La prima tecnologia è quella del Carbon Block, una filtrazione data da un blocco di carbone in grado di trattenere torbidità, cloro e sedimenti. Generalmente viene utilizzato come prefiltrazione all’interno di sistemi ad osmosi inversa.

La seconda tecnologia è la Precoat, una delle soluzioni più efficaci in grado di abbattere sostanze indesiderate e di fornire acqua buona da bere al punto d’uso.

I filtri GAC, invece, sono costituiti da una parete di carbone attivo granulare particolarmente efficace per trattenere il cloro. Questo genere di filtro viene adoperato a monte di sistemi di trattamento acqua come protezione del sistema di filtrazione principale (come le membrane osmotiche).

La scelta del filtro dipende, anche da altri fattori. Attualmente esistono in commercio diversi gradi di filtrazione. Che si intende per grado di filtrazione? Espresso in micron, il grado di filtrazione indica la grandezza dei pori della parete filtrante della cartuccia. Possiamo andare dai 0,1 micron (molto filtrante) ai 5 micron, adatto a situazioni che richiedono una filtrazione più blanda.

Ovviamente, esistono dei gradi di filtrazione maggiori ma, per adesso, ci concentreremo sui filtri a carboni attivi utilizzati sotto il lavello come filtrazione prima del rubinetto.

Infine, i filtri possono essere distinti tra “filtri a carbone attivo” e “filtri a carbone attivo argentizzato”. Differenza? Le molecole d’argento utilizzate nel secondo caso.

L’argento è un ottimo elemento in grado di impedire la proliferazione batterica nel filtro. Questo è importante nel caso ci siano situazioni in cui il filtro non venga utilizzato costantemente. L’acqua che ristagna all’interno del filtro potrebbe, infatti, portare ad una proliferazione batterica. Grazie all’argento si impedisce proprio che qualche batterio arrivi al punto d’uso e nei nostri bicchieri.

Come installare un filtro sotto il lavello

Installare un filtro sotto il lavello non è particolarmente complicato. Tuttavia, la raccomandazione è quella di affidarsi sempre ad un tecnico qualificato, il proprio idraulico di fiducia.

Quando si acquista un kit per la filtrazione dell’acqua si riceve un kit di installazione comprendente i raccordi necessari ad una installazione standard. Esistono, tuttavia, tante situazioni diverse per cui il consiglio è quello di contattare sempre il rivenditore per sapere se è necessario aggiungere dei raccordi per le proprie esigenze.

Una volta ricevuto il kit vi troverete davanti a dei raccordi, come abbiamo detto, ad un tubo alimentare, ad una testata in cui innestare i tubi e ad un filtro da avvitare sotto la testata.

Per prima cosa dobbiamo chiudere l’acqua in ingresso ed individuare l’uscita a muro dell’acqua fredda sotto il lavello (in genere l’acqua fredda si trova a destra mentre l’acqua calda si trova a sinistra). 

Nell’ingresso dell’acqua fredda, che è generalmente con filettatura femmina da 1/2”, andremo ad innestare il primo nipplo ridotto 1/2” x 3/8”. A questo andremo ad aggiungere la Tee da 3/8” che ci consentirà di deviare l’acqua fretta separando l’acqua filtrata da quella non filtrata.

Alla tee andremo ad aggiungere, in una estremità il nipplo 3/8” x 3/8” a cui avviteremo il flessibile dell’acqua fredda del nostro rubinetto e nell’ultima estremità la chiusura d’arresto che andrà a servizio del nostro filtro.

Nella chiusura d’arresto innesteremo il primo dei raccordi ad innesto rapido a cui agganceremo il nostro tubo alimentare. Il tubo andrà innestato all’ingresso della testata (fate attenzione alla direzione corretta segnalata da una freccia sulla testata stessa). In uscita dalla testata andremo ad innestare una seconda sezione di tubo alimentare che andrà direttamente innestato nell’altra estremità al rubinetto dedicato all’acqua filtrata o, qualora in dotazione, all’ingresso dell’acqua filtrata del nostro rubinetto a 3 vie.

Come noterete, la testata può essere fissata sia a muro sia in una parete della vostra cucina. Cercate di posizionarla in una posizione comoda che consenta un’agevole sostituzione della cartuccia.

Non ci dobbiamo scordare della valvola  di non ritorno, da innestare direttamente sul tubo tra la chiusura d’arresto e l’ingresso della testata.

Una volta eseguiti tutti i passaggi, facendo attenzione ad aver adeguatamente aggiunto il teflon alle filettature per una tenuta ottimale, saremo pronti ad aprire l’acqua e successivamente la chiusura d’arresto facendo attenzione che non ci siano perdite lungo la linea appena creata.

Ultimo passo è aprire il rubinetto dedicato all’acqua filtrata e lasciare scorrere qualche litro così da consentire di spurgare il carbone in eccesso e di far aderire il carbone presente nel filtro alla parete filtrante.

Finalmente siamo pronti a prelevare la nostra acqua direttamente dal rubinetto, buona sicura ed economica.

Non resta che scegliere il filtro che più si adatta alle vostre esigenze e cominciare a risparmiare sull’acqua che bevete tutti i giorni. 

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