Addolcitore per acqua ad uso domestico e condominiale

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Gli addolcitori per uso domestico e condominiale. Ad ogni esigenza una soluzione.

Quando utilizzare addolcitori cabinati per l'acqua condominiale e domestica

In Italia, mediamente, si bevono 225 litri di acqua. Un trend in continua crescita che va di pari passo con la sempre maggiore consapevolezza di trattare l'acqua che arriva nelle nostre case.

Anche le normative, negli ultimi anni, hanno alzato lo standard qualitativo richiesto per l'acqua ad uso alimentare, con continui e sempre più dettagliati controlli, così come descritto dal Ministero della Salute.

In questa direzione va l'utilizzo degli addolcitori per acqua. Ma quando è necessario installarlo?

L'addolcitore è uno strumento molto efficace che viene utilizzato per ridurre il livello di durezza dell'acqua. La durezza altro non è che la concentrazione di calcare presente nella nostra acqua.

Quanto più è “dura” l'acqua tanto maggiori saranno i problemi che potremmo riscontrare nelle nostre tubature, pensate alle incrostazioni, ai nostri elettrodomestici, lavatrici, ferri da stiro e lavastoviglie, e alle caldaie, le prime a subire l'azione incrostante del calcare.

Non a caso, il D.M. Del 26 giugno 2015 definisce dei limiti di qualità che l'acqua deve avere per migliorare l'efficienza energetica dell'immobile, limiti che se superati devono essere gestiti e ridotti attraverso dei specifici sistemi di trattamento acqua come, appunto, gli addolcitori.

In Italia esistono zone in cui la durezza non è un problema, altre in cui è un problema molto serio che deve essere gestito tempestivamente. La mappa seguente ci aiuta a identificare le zone con la maggior presenza di calcare su base nazionale.

Come si può notare, l'Italia ha una forte concentrazione di acqua media, non eccessivamente dura ma che necessita, in alcuni casi, di un sistema di addolcimento.

In altri casi, invece, si ha un'acqua molto dura che comporta seri problemi nelle nostre abitazioni. Quindi, in caso di presenza di acqua dura l'unico valido e definitivo rimedio è l'installazione di un sistema di addolcimento ad uso domestico o condominiale.

L'addolcitore di acqua domestico

Ma quando possiamo definire la nostra acqua “dura”. La classificazione della durezza dell'acqua avviene convenzionalmente in gradi francesi (°f). La tabella che segue ci aiuta a capire come classificare l'acqua e quando dobbiamo cominciare a preoccuparci dei nostri elettrodomestici.

Come si può notare, se l'acqua che arriva nei nostri rubinetti raggiunge livelli superiori a 18°f dobbiamo seriamente pensare di installare un addolcitore cabinato nella nostra abitazione.

L'installazione dell'addolcitore deve avvenire sempre a monte dell'impianto per proteggere tutta la linea ed evitare che la lavatrice ci abbandoni nel mezzo di un lavaggio lasciando i panni sporchi.

Esistono molte soluzioni che possono essere prese in considerazione in questi casi, ma per scegliere un addolcitore è importante partire da due valori, la durezza in ingresso, che come abbiamo visto è espressa in gradi francesi (°f), e la quantità di acqua richiesta giornalmente nella nostra abitazione. Per fare una stima attendibile, si considerano circa 150 lt. di acqua consumati da ogni singola persona nell'arco di una giornata.

Proviamo a fare un esempio:

La nostra casa è abitata da 4 persone ed abbiamo una durezza media di 30°f.

Sappiamo, dunque, che abbiamo un consumo di acqua giornaliero di circa 600 lt di acqua (150 x4) e che vogliamo abbattere la durezza per portarla a livelli accettabili, ad esempio 10°f.

In questo caso dobbiamo valutare un addolcitore in grado di erogare tra una rigenerazione e l'altra almeno 600 lt. Volendo stare tranquilli e considerando che non vogliamo far fare una rigenerazione al giorno, possiamo valutare un addolcitore da 18 litri di resina in grado di erogare circa 4,8 m3 abbattendo contestualmente 20°f di acqua (30 – 20 = 10°f in uscita).

Quindi abbiamo optato per un addolcitore da 18 litri resina che lavorerà in questo modo:

- Acqua prodotta: 4,8 m3

- Giorni tra una rigenerazione e l'altra: 7/8

- Sale consumato a rigenerazione: 2,1 Kg

- Acqua consumata a rigenerazione: 90 lt.

- Durezza in uscita dall'addolcitore: 10°f

Finalmente possiamo dimenticarci del calcare e far lavorare gli elettrodomestici di casa senza pericoli di rotture ed incrostazioni.

L'addolcitore cabinato per l'acqua condominiale: ne serve uno professionale?

L'addolcitore è, dunque, uno strumento che ci aiuta ad eliminare il calcare in eccesso nella nostra acqua. Esistono, oltre alle soluzioni domestiche, delle soluzioni condominiali. Ma cosa cambia?

L'esempio che abbiamo fatto sopra può essere replicato sulla base delle esigenze di un condominio. Infatti, qualora si volesse installare un addolcitore condominiale, è importante valutare in anticipo la durezza in ingresso e la quantità di acqua richiesta quotidianamente dal condominio. Certamente un addolcitore da 18 litri di resina non sarà sufficiente sia per quantità di acqua prodotta che per portata massima di lavoro.

Non è necessario valutare soluzioni professionali (sono tutte professionali) ma, bensì, adeguate al fabbisogno del condominio. In questi casi, infatti, si tende ad installare addolcitori doppio corpo con quantità di resina maggiori che possono arrivare anche a 80 litri di resina, con portate e consumi molto maggiori e proporzionati alle necessità condominiali.

L'addolcitore doppio corpo funziona esattamente come un addolcitore cabinato ma ha un ingombro maggiore. Infatti, l'addolcitore doppio corpo, è chiamato così perché il serbatoio della salamoia non è incorporato nel macchinario ma viene installato a parte e collegato tramite apposito tubo della salamoia. Questo genere di addolcitori riescono a sopperire alle richieste di acqua di più famiglie garantendo acqua addolcita in tutto il condominio.

Qualsiasi sia la necessità di acqua, se ad uso domestico o condominiale, esiste una soluzione adeguata per abbattere la concentrazione di calcare nell'acqua e riportarla ad un livello che possiamo definire “dolce”.

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